Il diritto allo sport per le persone con disabilità

Dal 6 al 15 marzo si sono svolte in Italia le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. In occasione di questo importante appuntamento internazionale, cogliamo l’opportunità per fare il punto sul diritto allo sport per le persone con disabilità.

Il diritto allo sport trova oggi un solido fondamento nel diritto internazionale e nell’ordinamento italiano, in un quadro di progressivo rafforzamento delle tutele antidiscriminatorie e della promozione dell’inclusione sociale.

A livello internazionale, il riferimento principale è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. In particolare, l’art. 30 riconosce espressamente il diritto delle persone con disabilità a partecipare, su base di uguaglianza, alla vita culturale, ricreativa e sportiva. Gli Stati sono chiamati a garantire accesso alle attività sportive, strutture accessibili e partecipazione a tutti i livelli.

Nel contesto europeo, l’Unione promuove lo sport come strumento di inclusione e coesione sociale. L’art. 165 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea valorizza la funzione sociale ed educativa dello sport, mentre la Carta dei diritti fondamentali vieta ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità.

Sul piano nazionale, il diritto allo sport trova un ancoraggio negli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, con particolare riferimento al principio di eguaglianza sostanziale, che impone la rimozione degli ostacoli che limitano l’accesso alla pratica sportiva.

Un passaggio decisivo è rappresentato dalla riforma costituzionale del 2023, che ha inserito nell’art. 33 il riconoscimento del valore educativo, sociale e di benessere dell’attività sportiva, rafforzando il ruolo pubblico dello sport e la necessità di garantirne l’accessibilità universale.

Anche la legislazione ordinaria conferma questa impostazione. Il Decreto Legislativo 27 febbraio 2017, n. 43 ha istituito il Comitato Italiano Paralimpico, consolidando la pari dignità dello sport paralimpico rispetto a quello olimpico. Successivamente, il Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 ha riconosciuto il valore sociale dello sport, promuovendo inclusione, pari opportunità e non discriminazione.

Nel loro insieme, queste norme delineano un vero e proprio diritto soggettivo alla pratica sportiva, che si traduce in obblighi per le istituzioni: garantire accessibilità, sostegno economico, inclusione nei percorsi educativi e contrasto alle discriminazioni.

La pratica sportiva contribuisce in modo significativo al benessere psicofisico delle persone con disabilità. Favorisce lo sviluppo delle capacità individuali, l’acquisizione di nuove competenze e la costruzione di una maggiore consapevolezza di sé. Attraverso lo sport si rafforzano autostima, identità personale e capacità relazionali, elementi fondamentali per una piena partecipazione sociale.

In definitiva, lo sport rappresenta un potente strumento di inclusione, capace di contrastare isolamento e marginalizzazione. I suoi benefici assumono anche una rilevanza giuridica, in quanto strettamente connessi al diritto alla salute e alla dignità della persona. Lo sport non è quindi solo attività ricreativa, ma strumento di attuazione dei diritti fondamentali.

In questa prospettiva, l’accesso allo sport si configura come misura concreta di inclusione sociale e di eguaglianza sostanziale. Le politiche pubbliche devono intervenire non solo sulle barriere architettoniche, ma anche su quelle culturali e organizzative, garantendo formazione, risorse e programmi adeguati.

Le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno rappresentato un momento cruciale per verificare l’effettività di questi principi. L’evento ha promosso infrastrutture accessibili e modelli organizzativi inclusivi, imponendo standard elevati in materia di accessibilità, sicurezza e pari opportunità.

Le Paralimpiadi non sono solo una competizione sportiva, ma uno strumento di sensibilizzazione culturale e sociale. L’eredità dei Giochi sarà determinante: infrastrutture, trasporti e servizi dovranno garantire accessibilità duratura, contribuendo a un miglioramento stabile del territorio.

I Giochi di Milano-Cortina si sono distinti come tra i più inclusivi e accessibili di sempre, grazie a strumenti come audiodescrizione delle gare, interpretariato LIS e servizi dedicati. L’auspicio è che questa esperienza lasci una eredità concreta e replicabile su tutto il territorio nazionale.

In conclusione, il diritto allo sport per le persone con disabilità si configura come diritto fondamentale a dimensione sociale, radicato nei principi costituzionali e rafforzato dalle fonti internazionali. Le Paralimpiadi rappresentano un’occasione per tradurre questi principi in azioni concrete, rendendo lo sport un autentico veicolo di inclusione, dignità e cittadinanza attiva.

Il Presidente di UICI Piemonte
Avv. Franco Lepore