Unione Ciechi in lutto per la scomparsa di Luciano Paschetta

“Siamo sconvolti per la dolorosa perdita del professor Luciano Paschetta. Ci ha lasciato un amico che stava contribuendo al sostegno di molte famiglie di ragazzi ciechi e ipovedenti. Siamo consapevoli che Paschetta consegna all’Unione Ciechi e all’intera società un’eredità preziosa”. Lo afferma il Presidente di UICI Piemonte, Franco Lepore.

Classe 1945, originario della provincia di Cuneo ma residente a Moncalieri, Paschetta era molto legato al territorio torinese. La disabilità visiva non gli aveva impedito di conseguire la laurea in Filosofia con il massimo dei voti. Si era specializzato in pedagogia e tiflologia (la disciplina che studia gli strumenti per l’integrazione delle persone con disabilità visiva) ed era stato docente e preside in diversi istituti scolastici piemontesi.

All’interno dell’Unione Ciechi, di cui era socio dal 1968, ha ricoperto nel tempo numerosi incarichi: tra gli anni ’80 e ’90 è stato presidente regionale, poi presidente della sezione di Torino, nonché componente del consiglio nazionale e responsabile della commissione nazionale per l’Istruzione. Importante il lavoro svolto negli ultimi anni all’interno dell’I.Ri.Fo.R, l’ente collegato all’Unione Ciechi che si occupa, tra l’altro, del sostegno educativo e dell’inclusione scolastica e di cui Paschetta ha ricoperto l’incarico di direttore sia in ambito regionale sia a livello nazionale.

“La sua attività – ricorda ancora il presidente Lepore – è iniziata in tempi lontani, quando, per le persone cieche e ipovedenti, l’unica opportunità di formazione era quella degli istituti speciali e l’inserimento al lavoro obbediva esclusivamente a logiche assistenzialiste.

Con il suo esempio e la sua caparbietà, il professor Paschetta ha contribuito a scardinare tanti stereotipi.

Oggi più che mai, la sua esperienza ci ricorda che con volontà, impegno e coraggio si possono gradualmente eliminare tutti gli ostacoli lungo il cammino della piena inclusione. Se oggi molti disabili visivi hanno raggiunto un alto grado di istruzione e si sono realizzati nel mondo del lavoro lo devono anche a persone lungimiranti, esperte e competenti come lui”.

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