UICI chiede al Governo lo 0,1% del Recovery Plan per la disabilità visiva

Per l’Uici sono 5 gli ambiti prioritari: politiche di prevenzione della cecità; progetti per l’abilitazione e la riabilitazione delle persone cieche/ipovedenti; piani straordinari per le pluridisabilità gravi; inclusione scolastica e inserimento lavorativo; investimenti in nuove tecnologie accessibili

L’Unione Italiana Ciechi sta lavorando ad un grande piano nazionale di sostegno alle politiche della disabilità per imprimere una svolta profonda al settore. Quattro gli assi strategici principali di questa proposta: nuove tecnologie, mobilità autonoma, disabilità complesse, cittadinanza attiva con una visione “di sistema” che sappia collegare le diverse linee di azioni a beneficio anche di altre tipologie di disabilità e dell’intera comunità nazionale. Con questa premesse l’Unione avanza oggi, in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità che si celebra il 3 dicembre, la sua proposta: un Recovery Plan per la disabilità visiva per destinare lo 0,1% a ciechi e ipovedenti. Ma non solo: realizzare un programma di interventi straordinari anche a sostegno di altre tipologie di disabilità, che vada a beneficio dell’intera comunità nazionale

In particolare il presidente dell’UICI Mario Barbuto parla di 100 euro “a persona” per sostenere con interventi mirati ma di grande respiro le persone con disabilità visiva, ovvero circa 2 milioni di cittadini ciechi assoluti e ipovedenti, tanti sono in Italia, che sono anche tra i più penalizzati durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e continueranno ad esserlo nella fase di ripresa economica e sociale. Un appello al governo che viene dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità e anche nell’anno del suo centenario: destinare almeno lo 0,1% dei 209 miliardi messi a disposizione per il nostro Paese con il Recovery Fund Europeo per interventi rivolti alle persone con disabilità visiva e alle loro famiglie.

“Una quota irrisoria di risorse – specifica l’Unione – pari a poco più di 200 milioni di euro, ma che potrebbe fare una grande differenza: realizzare finalmente un piano nazionale a sostegno delle politiche per la disabilità visiva che il nostro Paese non ha mai messo in campo in una logica integrata e che possa imprimere una svolta profonda al settore. Un piano di interventi straordinari che punti a collegare le diverse linee di azione a beneficio anche di altre tipologie di disabilità e che vada a beneficio dell’intera comunità nazionale in una prospettiva di interesse generale”.

“Una quota irrisoria di risorse – specifica l’Unione – pari a poco più di 200 milioni di euro, ma che potrebbe fare una grande differenza: realizzare finalmente un piano nazionale a sostegno delle politiche per la disabilità visiva che il nostro Paese non ha mai messo in campo in una logica integrata e che possa imprimere una svolta profonda al settore. Un piano di interventi straordinari che punti a collegare le diverse linee di azione a beneficio anche di altre tipologie di disabilità e che vada a beneficio dell’intera comunità nazionale in una prospettiva di interesse generale”.

Per l’Uici gli ambiti prioritari sono riconducibili a 5 macrotemi: politiche di prevenzione della cecità; progetti per l’abilitazione e la riabilitazione delle persone cieche/ipovedenti; piani straordinari per l’accoglienza delle pluridisabilità gravi; supporto alla inclusione scolastica e all’inserimento lavorativo di ciechi/ipovedenti; investimenti in nuove tecnologie accessibili per garantire le pari opportunità.

Secondo l’Unione il Governo italiano nel finalizzare la strategia di utilizzo dei fondi europei dovrebbe farne un’occasione anche per ripensare le politiche per la disabilità visiva in Italia secondo una “visione di sistema” e guardando al futuro. Questo vuol dire in primo luogo attivare strategie di prevenzione della disabilità a tutto campo, promuovere l’indipendenza e l’inclusione lavorativa dei disabili affinchè gravino sempre meno sulle loro famiglie di provenienza, affrontare in modo nuovo e focalizzato le problematiche poste dalle pluridisabilità, a tutto beneficio delle famiglie, in particolare “le next generations” e della collettività tutta.

“E’ fondamentale un impegno del Governo affinché non si sprechi l’importante occasione che abbiamo di fronte – dice il presidente dell’Uici Barbuto – per prevenire le disabilità visive e perseguire la piena integrazione nella società dei disabili visivi. Quello che chiediamo è un piccolo sforzo sul piano economico, rispetto al quale l’UICI è pronta a mettere a disposizione tutto il suo know how e la sua capacità progettuale, ma che potrebbe apportare benefici enormi ben oltre il nostro mondo. La disabilità visiva, complice la tendenza all’invecchiamento demografico, la mancanza di educazione visiva e prevenzione e la fruizione non controllata dei device tecnologici, è un fenomeno che negli anni futuri riguarderà fasce di popolazione sempre più ampie, come ci ricordano le organizzazioni scientifiche mondiali e nazionali. Per queste ragioni il momento dell’impegno è oggi”.

L’Uici presenterà nelle prossime settimane dei progetti specifici per ciascuno degli ambiti di investimento tratteggiati chiedendo alle istituzioni un impegno fattivo in linea con i principi cardine già individuati dal governo a suo tempo in seno alle Linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza quali ad esempio “equità sociale”, “salute”, “istruzione e formazione” e “digitalizzazione e innovazione”.

Fonte: Superabile INAIL