Sostegno psicologico, rete e sinergie per la disabilità visiva

Dal 2017 il gruppo “Stessa strada per crescere insieme” dell’area territoriale del Piemonte, nell’ambito dell’UICI e dell’I.Ri.Fo.R. regionali, è impegnato nello sviluppo di un’area specifica di studio e intervento per la disabilità visiva: l’età evolutiva. In particolare, relativamente al tema dell’inclusione dei bambini e dei ragazzi ciechi o ipovedenti, si vuole porre specifica attenzione all’educazione all’autonomia, all’interno del più ampio discorso del raggiungimento della vita indipendente. L’attenzione è stata rivolta fin dall’inizio non solo ai bambini e ai ragazzi, diretti interessati dello studio, ma anche alle loro famiglie, agli insegnanti, agli educatori e a tutti coloro che si occupano, a vario titolo, del bambino.

Il lavoro che così si delineava, poneva alle psicologhe coinvolte – il gruppo “Stessa strada per crescere insieme” del Piemonte è composto, oltre che dalla coordinatrice Barbara Furlano, dalle Dott.sse Cinzia Andreolla, Federica Ariani, Manuela Mariscotti, Sabrina Raimondo, Elisabetta Torchio, Margherita Toscano, Mara Vesco – la necessità di sinergie, su un piano istituzionale, con l’Ordine regionale degli Psicologi. Ne è nata dunque una condivisione di intenti e prospettive che, nel dicembre 2018, si è concretizzata nella costituzione del Gruppo di Lavoro (GdL) “Autonomie nella disabilità visiva in età evolutiva” (ne fanno parte la Dott.ssa Barbara Furlano (coordinatrice), la Dott.ssa Manuela Mariscotti e la Dott.ssa Elisabetta Torchio). Tale Gruppo rappresenta una componente strutturale ed operativa dell’Ordine stesso e ha, come mandato, il lavoro per obiettivi specifici, al fine di creare collegamenti e costruzione di sapere per la comunità professionale.

Le premesse teoriche e metodologiche da cui è partito il gruppo “Stessa strada per crescere insieme” sono le seguenti:

  • nelle scuole per l’infanzia, i docenti per il sostegno, spesso senza una formazione specifica, non conoscono il livello di autonomia raggiungibile da un bambino cieco o ipovedente grave nelle varie fasi del suo sviluppo. Questo vale anche per i genitori, che spesso sono iperprotettivi e impediscono in tal modo al proprio figlio di fare esperienze per lui importanti per acquisire autonomia nei diversi ambiti;
  • nell’approccio alla disabilità visiva in età evolutiva si coglie la necessità di valutare il livello di autonomia raggiunta dal bambino/ragazzo al fine di definirne gli opportuni progetti educativo-riabilitativi.

Sull’esempio dell’operatività propria dei servizi di pediatria che prevedono i cosiddetti “bilanci di salute”, visite periodiche per verificare lo stato di salute e il corretto sviluppo fisico del bambino, si è ritenuto utile definire i “bilanci di autonomia” per i bambini con disabilità visiva, prima del loro ingresso nella scuola primaria e nel corso dell’intero processo di crescita, al fine di stabilire il livello di autonomia acquisita al termine di ciascuna fase dello sviluppo (18 mesi, 3 anni, 6 anni).
Al fine di mettere a punto degli strumenti di valutazione efficaci, le autonomie sono state classificate in tre macro categorie: autonomie personali, autonomie di lavoro, autonomie di movimento. Le colleghe del gruppo “Stessa strada per crescere insieme” si stavano inoltre formando sugli aspetti specifici dello sviluppo delle autonomie in età evolutiva nella disabilità visiva, attraverso un corso propriamente dedicato organizzato dall’I.Ri.Fo.R. regionale.

Le schede di valutazione delle autonomie

Per poter effettuare un’analisi dei livelli di autonomia raggiunti nelle diverse fasi evolutive, si è avvertita l’esigenza di predisporre uno strumento di valutazione mirato e specifico: le schede di valutazione delle autonomie personali, di lavoro e di movimento. Tali schede di valutazione sono state predisposte secondo il modello dell’ICF-CY, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Scala di valutazione Vineland II.

Lo strumento che è stato prodotto ha avuto una sua prima applicazione pratica, a partire da ottobre 2019, nell’ambito del Progetto denominato “Comincio da Tre”, in risposta al Bando I.Ri.Fo.R. 2019 “Iniziative di Orientamento e Mobilità e AP”. Capofila e presentatore del progetto è l’I.Ri.Fo.R. sede regionale del Piemonte in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte ed in partnership con le sedi provinciali I.Ri.Fo.R. di Torino e Vercelli e con la sezione territoriale UICI di Cuneo. Beneficiari diretti del progetto sono 15 bambini ciechi o ipovedenti gravi, anche con disabilità aggiuntive, con un’età compresa tra uno/due e sei anni, residenti nelle province di Torino, Vercelli, Cuneo.

Il progetto “Comincio da tre” si propone obiettivi centrali rispetto al mandato generale relativo all’inclusività: sostenere genitori ed educatori nel processo di educazione all’autonomia dei bambini con grave disabilità visiva fino all’ingresso nella scuola primaria; realizzare interventi educativo-riabilitativi su singoli casi idonei a sviluppare le potenziali autonomie anche con bambini con disabilità aggiuntive; fornire indicazioni e strumenti oggettivi e condivisi ai genitori ed agli educatori per verificare lo sviluppo delle autonomie nel bambino anche con grave disabilità visiva, anche ai fini di un lavoro di rete ed un maggior coinvolgimento nel percorso educativo-riabilitativo.
Nell’ottica dell’integrazione delle professionalità, il progetto vede la collaborazione dello psicologo, dell’esperto in scienze tiflologiche, dell’esperto di autonomia personale e dello psicomotricista.

Progettualità future

L’obiettivo ultimo del Gruppo di Lavoro, costituito presso l’Ordine degli Psicologi del Piemonte, è quello di generare condivisione e competenze fruibili da parte della comunità professionale e di coloro che si occupano del campo specifico oggetto di studio.

Si è quindi pensato di stendere, con il supporto tecnico-organizzativo dell’Ordine degli Psicologi, un manuale, cartaceo e/o in formato elettronico, contenente lo strumento valutativo predisposto. Il testo, che è in fase di stesura, rappresenterà dunque una guida per i colleghi che lavorano con bambini ciechi o ipovedenti nel predisporre i “bilanci di autonomia” e nel monitorare il livello di sviluppo fisico, psichico, emotivo- affettivo raggiunto e così le autonomie previste per ogni età.
Una parte del manuale sarà dedicata alle dinamiche peculiari che si possono creare tra il bambino con deficit visivo e la sua famiglia, per aiutare i colleghi nel sostegno rivolto ai genitori di bambini con disabilità visiva. Le schede potranno inoltre essere un valido strumento di lavoro per gli educatori esperti in autonomia personale.

Affinché le schede di valutazione possano divenire un appropriato ausilio professionale ne risulta opportuna la validazione, secondo i criteri propri di ogni strumento operativo. A tale scopo, sono stati presi contatti con l’Università degli Studi di Torino.

Barbara Furlano
Psicologa, Psicoterapeuta, Coordinatrice del progetto “Stessa strada per crescere insieme” area territoriale Piemonte-Liguria- Valle d’Aosta. Referente del Gruppo di Lavoro “Autonomie nella disabilità visiva in età evolutiva”, dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte.